
Mimesis Edizioni, 2024
Attraverso una metodologia che combina sia la psicoterapia sia la socioterapia, il libro decifra il motivo della presenza di emozioni sociali irrisolte, non più gestite e filtrate da contenitori sociali oggi sempre meno efficaci (religioni, ideologie, famiglie). Viene così affrontato il problema della distruttività umana che il secolo scorso e l’attuale hanno messo di fronte all’uomo, il quale ha perso fiducia nei suoi strumenti per controllarla. Si propone in un’ultima analisi una modalità di lavoro sostenibile e socialmente ecologica, per rispondere alla crescente aggressività e per ridurre la distruttività.

Telesma Edizioni, 2019
In molti di noi c’è un cuore segreto che ci fa paura. Non per la rabbia che prova. ma, per paradosso, proprio per i suoi sentimenti vitali. Trovare il proprio cuore segreto significa fare la pace con gli affetti che teniamo più nascosti o che escludiamo automaticamente dalla nostra vita.

Franco Angeli, 2015
Questo testo, rivolto a studenti universitari, psicologi, psicoterapeuti, psicoanalisti, psichiatri, riflette sul rapporto fra la crisi dei contenitori del soggetto e i suoi disagi psichici: la crisi del campo familiare e la sfiducia nelle ideologie hanno favorito una massificazione della persona che assume in toto gli stati mentali di massa, che allontanano il “negativo” o le esperienze soggettive, per identificarsi in inautentico tutto “positivo”. La rimozione del concetto di morte, grazie ad un’ipertrofia tecnoscientifica, lascia la persona incapace di sapere perché soffre o tuttalpiù la spinge a trovare “farmaci” da cui dipendere per difendersi dal dolore ritenuto inaffrontabile. Le esperienze di gruppi di genitori, gruppi multifamiliari, gruppi équipe, gruppi allargati istituzionali (Large Group), sedute di gruppo monosintomatico per pazienti anoressico-bulimiche presenti nel testo danno conto di uno studio della crisi della famiglia. Con una costante attenzione al rapporto tra psicopatologia e cultura – anche grazie a una pluralità di riferimenti (da Bion a Pasolini e Gaber) – l’autore propone esperienze cliniche di sistemi di cura innovativi, volti a trasformare il dolore e l’autodistruttività, spesso trasmessi fra generazioni consciamente o inconsciamente, in una crescita e in un confronto fra gli “altri” provenienti da altre culture e “noi” occidentali.

Mimesis Edizioni, 2011
Questo libro è il frutto della riflessione del CRPG (Centro Ricerche Psicoanalitiche di Gruppo di Milano) sui rapporti fra le crisi etico-politiche e i disagi dell’individuo contemporaneo, a cavallo fra modi soggettivi e di massa per difendersi dal dolore psichico; questa riflessione assume maggiore importanza in un’epoca insidiosamente silenziosa sulle pervasive linee di continuità fra mezzi di massa, personalità dei personaggi mediatici e analogie mimetiche con alcuni temi della clinica dei soggetti. Lo studio dei contenitori culturali operanti, del pensiero di gruppo e delle relazioni presenti in essi fra i loro membri, assume clinicamente un valore importante, ma rappresenta anche una spinta verso una cultura della clinica in una continuità fra individuale, familiare, gruppale, istituzionale e politico. Gli autori, che da anni si dedicano ad un lavoro interdisciplinare, provano a dialogare con sistemi complessi e con oggetti estesi, nell’ambito della loro pertinenza psichica.

Mimesis Edizioni, 2008
L’idea di un testo a partecipazione studentesca nasce dall’esperienza formativa delle lezioni, intese come momento di investimento emotivo sullo studio; a sostegno di questo investimento emotivo è la scelta di introdurre, nella pratica formativa dell’insegnamento di Etnopsicopatologia del Corso di laurea specialistica di Psicologia clinica dell’Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino, i gruppi esperienziali come occasione di riflessione che avvolge i propri componenti, docenti e discenti, in un’atmosfera di ricerca e di reciproco trasferimento di esperienze, scaturita dai temi specifici dell’insegnamento e resa viva dal contatto implicito fra generazioni differenti, fra linguaggi e saperi diversi. Dal terreno del piccolo gruppo di studenti e da quello dei docenti è emersa un’attività di interrogazione sulle parole del lessico usate nel gruppo che è stata documentata, anno per anno, nel suo valore di testimonianza e di partecipazione stratificata nel tempo. Nel campo lessicale configurato dall’esperienza formativa del corso si snoda il percorso di pensiero che attraversa alcuni temi dell’Etnopsichiatria in modo critico, facendo emergere l’importanza per le discipline psicologico-psichiatriche di attuare una strategia autoriflessiva, che comprenda l’internalizzazione delle alterità, attraverso e non solo attraverso, un generico appello al rispetto ma facendo vacillare il proprio quadro di riferimento culturale, con la consapevolezza dei limiti dei propri strumenti concettuali quando essi non emergono dal frustrante incontro con il proprio non noto. La necessità operativa invece di disporre di modelli esplicativi integrati e multifattoriali costituisce la premessa indispensabile alla discussione sui disturbi psichici di individui portatori di culture differenti.